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ronnie

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unintended-yuzuki:

I don’t believe in love, I believe in Brian Kinney.

colpa delle stelle è un libro, è un film, che ti distrugge dentro. lentamente, ma lo fa.

sognocieliblucobalto:

siete la cosa più bella

scrivetemi una lettera, io vi dirò qualcosa che amo con quell’iniziale.

deepinmyboness:

sesseh:

DAIDAI

Una lettera a buffo prima di rebloggare, dai.

(Fonte: lamiacazzodicorsacontroildestino, via cuorefreddoinuncorpocaldo)

“ …Since God is love, and God doesn’t make mistakes, then you must be exactly the way He wants you to be. The way He intended you to be. And that goes for every person, every planet, every mountain, every grain of sand, every song, every tear, and every faggot. We’re all His, Emmett. And He loves us all. ”

—    Ted, played by Scott Lowell, Queer as Folk Season 1, Episode 14 “A Change Of Heart” (via hotmogagua)

Something as good, something that’s m i n e

(Fonte: justinfcukintaylor)

scuola.

siamo al quattro settembre.

che estate di merda, finalmente sta finendo.

io sono fatta per l’autunno, l’inverno, la pioggia, le nuvole, il freddo.

ma è anche vero che quindi sta per ricominciare la scuola.

devo mettermi sotto con dieta, digiuni e allenamenti prima del 15 settembre.

poi dovrei andare in palestra, speriamo bene.

sto per fare il terzo superiore, assurdo.

e ho paura.

non voglio fare cazzate e non voglio che il mio stupido e patetico carattere mi fermi, mi blocchi.

devo essere forte, fuori e sopratutto dentro.

fanculo timidezza.

devo impegnarmi nel dimagrire e a scuola.

devo avere una buona media per avere l’opportunità di andare a studiare a Dublino, tutto pagato dalla scuola.

andare via da qui per un po’ è quello che mi serve.

farò di tutto per raggiungere i miei obbiettivi.

ah, e ho deciso di cambiare look.

un look completamente diverso.

devo cambiare, e non voglio essere la stessa di questa estate.

inizia una nuova fase. settembre è un inizio per tutti.

Brian Kinney headcanons?

Asked by Anonimo

akomish:

-Brian attempted suicide when he was 17 years old, cutting his wrist. At the time, he’d been terrified of facing a future with no prospects and a family that hated him. Michael and Debbie are the only ones who know.

-After earning a full ride to Carnegie Mellon, Brian saves up enough extra money from work and tutoring to go to Mexico over spring break at the age of 19. It’s the first time he’s ever been outside of the U.S., and while he’s there he buys the shell bracelet that he wears throughout the series in order to hide the scar on his wrist. He sees the bracelet as a symbol of his success, and most importantly, his survival.

-One night, Justin glimpses the scar and asks about it. Brian becomes very quiet, and so Justin doesn’t press him any further, just gives Brian’s hand a gentle squeeze. He’ll tell him one day.

io e i miei pensieri strani.

mmh.
ho imparato una cosa.
meglio stare zitti. in qualunque caso, è meglio stare zitti.
ormai preferisco ascoltare, osservare, che parlare.
perché se parlo o scrivo, la gente non capisce.
non capisce. e non dite ”ti capisco” perché no, non capite.
perché ci sono quelli che ”per qualunque cosa, io ci sono eh” che in realtà sarebbe un ”ciao, addio” oppure puoi anche raccontare cosa non va e se ti rispondono è o per darti ragione o perché gli fai pena.
la compassione è una cosa che odio.
poi ci sono quelli che ”smettila di fare la vittima”.
scusami eh.
ora facciamo le visite perché stiamo male? o perché abbiamo un problema? o perché siamo tristi? ma che cazzo di ragionamento è?
più che altro la usate solo perché ora va di moda dire ”non fare la vittima” quindi la mettete dovunque, certo. ma fanculizzatevi.
mmh poi ci sono quelli che se ne fregano altamente.
puoi stare male, puoi morire, loro non se ne fregano niente.
siamo diventati tutti così egoisti..
quelli che fanno finta di ascoltarti e ti rispondono ”sisi” ma in realtà pensano ai cazzi loro.
e poi ci sono quelli più stronzi.
quelli che usano le tue debolezze, le tue paure contro di te.
che sia ”per prendere in giro” o per cattiveria, siete la merda comunque.
oppure ci sono quelli che ti mandano direttamente da uno strizzacervelli.
come se fossi una malata mentale, assurdo.
beh, scusa la notizia ma gli strizzacervelli non fanno niente e non ti aiutano per niente.
l’unica cosa che fanno, che vogliono sono i soldi e poi fanno finta di ascoltare le tue patetiche parole per un’ora per dirti ”sisi”, darti qualche stupido consiglio o ”compito da fare a casa” per alla fine farti confondere ancora di più.
dio, la cosa migliore è stare zitti e basta.
fingere di stare bene.
basta che sorridi e ridi un paio di volte e tutti pensano che sei la persona più felice del mondo.
basta che dici ”sto bene” e basta.
anche perché, sinceramente, tutti alla domanda ”come stai?” ”come va?” vogliono sentirsi dire ”tutto bene” perché a nessuno frega come stai realmente.
quindi per evitare drammi, stiamo tutti zitti e basta.

odio il ferragosto.

cioè è una festa più stupida del san valentino.

che non ha senso.

e io sono costretta a passarlo al mare con la famiglia.

io al mare.

cose da pazzi.

scusate ma al mare se non ti fai il bagno, con questo caldo, che ci vai a fare?

e io non faccio il bagno.

vorrei, ma il solo pensiero mi far stare male.

non mi importa se ci sono persone che mi vedono o no, mi importa che se io mi metto in costume starò male da morire.

mi sento troppo a disagio, non lo sopporterei.

ma sono costretta dai miei. e non so come superare quelle ore.

sto cercando di mangiare il meno possibile, ma la sera è un disastro.

io devo farcela, devo dimagrire, perdere qualcosa prima dell’inizio della scuola.

perché non voglio più sentirmi così a disagio.

devo organizzarmi bene.

devo trovare il tempo per allenarmi e devo tenermi occupata perché la noia mi porta al cibo e non va bene.

e mangio solo a cena, e devo contenermi.

posso farcela.

lo devo fare, lo devo fare per me stessa. so che dopo starò meglio.

comunque grazie al ferragosto passerò un’estate di merda.

quindi odio il ferragosto.

(Fonte: giggleharry, via comeouteam)